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File stealing

di littlecorner.it (18/02/2008 - 14:25)

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=16455384

Questo video, che mi hanno segnalato, usa senza consenso immagini del sito, del Calendario e della doujinshi.
Ho perso più di un'ora per mettere insieme il materiale per la rimozione. ;_; Ne ho veramente le scatole piene di questa gente!

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Sorelle e fratelli minori

di littlecorner.it (16/02/2008 - 17:30)

Argomento dolente…
Stavo scrivendo su Christine e Kitchen quando mi è sorto un pensiero.

Sappiamo, da una delle Gaiden, che Oscar rischiava di ritrovarsi con un fratello minore tra le scatole. La Ikeda resta molto sospesa sulle reazioni, sia di Oscar sia di André, che, unico, si lascia sfuggire qualche parola. 
Ma io penso ad altro.

Un fratello, maschio, minore avrebbe significato, per la mentalità dell’epoca, che Oscar mollasse, non so quanto a cuor leggero e quanto giustamente, armi e bagagli il proprio posto, la propria carriera, tutto quello che era stata la sua vita per anni, a lui. Il maschio è maschio, si sa… -_-;
Resta che, stando al manga, di fronte alla scelta di cosa fare della propria vita, una volta dato l’addio al titolo (e pure al grado), Oscar sceglie di lottare, e, per di più, nell’unico modo che conosce. Continuando a fare, sia pure informalmente, senza cioè più titolo e grado, il proprio lavoro: il generale di brigata, il comandante di una compagnia.
Non so che avrebbe preteso il generale, il babbo.
Resta da chiedersi che ne sarebbe stato di Oscar, con le doti ormai disperse parsimoniosamente tra le sorelle e il resto del patrimonio, che altrimenti sarebbe andato a lei, ora destinato al nuovo arrivo. Sarebbe finita in miseria? L’avrebbero spedita in convento in una posizione defilata, che costa poco (meno che acquistare per la figlia l’incarico di badessa)? O, follia delle follie, le avrebbero trovato una bella parrochia da curato di campagna, con tanto di perpetua e prebenda, e sarebbe finita in abito (maschile) talare? ^_-; Povera lei e povero André – con la differenza, non così irrilevante, che da una tale messe di follie lui poteva fuggire, volendolo, eventualmente, lei un po’ meno.

Ma se Oscar avesse avuto una sorella minore?
Cosa sarebbe successo? Il generale avrebbe allevato anche lei come un uomo in modo da avere due alternative, un comodo ricambio ad Oscar qualora fosse riuscita male? Una sorella che vive tutta una vita da rimpiazzo, come Klopper il biodroide del principe Arlin in Daltanious e magari alla fine sclera (giustamente) anche un po’? O avrebbe intrapreso anche lei una carriera (minore) nelle armi, in attesa di dover sostituire tanta sorella (ammettiamolo, non era riuscita poi così male: semmai uno zinzino troppo autonoma di giudizio, povera stella – e sempre troppo tardivamente pentita)?
Domande legittime.
E Oscar, a sua volta, come si sarebbe comportata?
Come nei confronti di Rosalie, che, quando le capita a tiro, tratta in modo ambivalente, un po’ con un atteggiamento estremamente protettivo e materno, insegnandole, tutelandola, facendola ragionare (e molto più questo risalta dagli script originali che non dai nostri dialoghi, ammorbiditi), un po’ come se fosse la sua bambola, giocandoci a farla vestire come lei (da maschio), a farle fare le stesse cose che fa lei (duellare, studiare, passare le serate sola con André – ma non è gelosa???), salvo poi trattarla come una bambina quando Rosalie, che a lei si è affezionata, osa fare i capricci e vorrebbe stare più tempo con la persona verso la quale prova affetto e gratitudine?
Avrebbe visto la sorella come un pericolo alla sua carriera ed, in ultima analisi, alla libertà che “fare come un uomo” le conferiva, o, piuttosto, come lo strumento di liberazione, una liberazione tutta diversa, da una vita che le era stata imposta?
O, invece, avrebbe solidarizzato e l’avrebbe coperta e protetta, trovando in lei una complice, una sua eguale? Eguale anche per inusuale e straniante destino, quasi la via per una solitudine imposta ma forse meno pesante, sopportandone il fardello, il dolore, la tristezza in due? Condividendo quella vita?
E le due sorelle, avrebbero schiavizzato il povero Grandier schiantato da tanta grazia (a meno che la sorellina non fosse una ciofeca immonda…)?
E se lui si fosse innamorato dell’altra, della minore?

Sono tutti scenari che mi sembrano interessanti, che mi incuriosiscono. Mille possibilità. Chissà che non ci scriva su qualcosa… ^_-
Mi sembra chiara però una cosa: tutte speriamo che André abbia almeno una dozzina, se non di più, di fratelli, tutti almeno belli come lui!!! ^_-; ALMENO, eh?

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*Impossibile* intervista ad Oscar

di littlecorner.it (14/02/2008 - 16:49)

L'autrice, Ilaria Alessio, mi ha segnalato la sua Intervista impossibile a Lady Oscar su "Liberaeva" un magazine online

http://www.liberaeva.com:80/intervisteimpossibili/ladyoscar.htm

 

La segnalo, dunque, sul blog, ma è stata anche inserita, come piccolo aggiornamento (che troverete riportato anche in "Updates"), in "Around the Corner"

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Around/main_around.htm

 

 

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dvd - merchandising - riflessioni

di littlecorner.it (12/02/2008 - 14:28)

Ho visto in edicola l'ennesima riedizione de Agostini dvd, stavolta resa più accattivante dal cartone che riproduce il viso di Oscar by M. Himeno nell'ending, oltre che dal prezzo. A Natale a mio nipote ho regalato il I dvd Exa video, stessa edizione, solo cover rossa e prezzo di poco più alto. Probabilmente se io fossi il Grandier, mi sono detta, troverei piacevole acquistare il cartone a corredo del dvd, è un bel disegno (anche se il resto di quell'immagine, per quanto riguarda André, non mi piace molto, non lo rende al suo meglio, troppo sdolcinato), la vorrei un'immagine di Oscar così. Poi, fermi tutti, ho riflettuto. Perché mai il povero Grandier dovrebbe voler comprare un'icona di Oscar? E per di più condividere con una caterva di gente i suoi sentimenti? Non sarà stato geloso? O, magari, porello, la subisce tutti i santi giorni e non ne può più... E, insomma, da lì, mi sono messa a riflettere che, al di là del fatto che si tratta di personaggi di carta, in effetti la popolarità è una bella rogna. Al povero sarebbe toccato dividere la sua musa con tutti e pazientare pure... -_-; Pensate: lo specchietto, il cestino per la merenda, la valigetta dei trucchi (Oscar truccata è un controsenso, ma tant'è), le pantofoline, il bicchiere, non so se la carta igienica (ma poco ci manca: pensate l'imbarazzo, nel bagno di casa, a... come dire, farne il debito uso sapendo che si tratta della faccia di lei... #_# Al limite il nostro potrebbe aver gradito quelle di Giro e di Fersen, che so, magari del generale...), le bamboline (ricordo lo scorno di alcuni attori di LOTR di fronte alle loro action figure) e tutto quello che con le suddette si può combinare (qualcuno ricorderà un raccapricciante video della vecchia sigla di LO, immagino, e i commentacci che girarono). Ci vuole una santa pazienza, ammettiamolo, mista ad una buona dose di autoironia. E in più i nostri due meschini non ci guadagnerebbero niente, se esistessero... LOL

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Oscar a Milano

di littlecorner.it (08/02/2008 - 16:25)

http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/weekend/weekendarticoli/fumetti-milano/fumetti-milano.html

Dalla sezione Week in di Repubblica on line www.repubblica.it

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Memory

di littlecorner.it (07/02/2008 - 20:11)

"Cats" non è, dal mio punto di ascolto, un musical che inanelli brani memorabili uno dopo l'altro, ma certo per una che ama la danza e osserva avidamente ogni coreografia e passo è notevole. Memory è da più di vent'anni una delle canzoni che mi piacciono di più, così, ritrovare una versione "dieci anni dopo", con la stessa protagonista dei miei vecchi lp è qualcosa che mi colpisce. Sarà il periodo un po' particolare, quello che sta succedendo, sarà la mia malinconia latina, ma quando ho sentito Elaine Page cantare Memory, Grizabella la vecchia gatta malconcia, mi sono commossa. Ho visto veramente nei suoi occhi il dolore del rimpianto, delle cose perdute, il non riuscire più a fare, ad essere, a ritornare indietro, a se stessi.
Piccola curiosità. Parecchio tempo fa mi sono goduta la trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud, che a me è sembrata la parodia, perlomeno all'inizio, di Harry Potter. Ebbene, quando, ad un certo punto, si descrive l'artista più famoso e acclamato, autore delle opere più osannate, a me è parsa la parodia di Andrew Lloyd Webber. ^_-; E Bartimeus, sarcastico, ironico, impertinente, mi ricordava Alain... °_°;

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