Amico mio, mia giovinezza (Il mio miglior amico)
Oscar parla di André come suo miglior amico. Fersen contraccambia con Oscar usando la stessa espressione. Possiamo ben immaginare la frustrata contenuta gioia con cui i rispettivi oggetti di cotale appellativo apprendano ed accolgano la ferale notizia, simile manifestazione non richiesta di apprezzamento e stima.
André e Giro, invece, che sembrano più diretti nei sentimenti, sia pure contorti, di amicizia non parlano. Anzi, se ne guardano bene. Alain neppure.
André, Giro ed Alain sono i tre che si dichiarano.
André vive per vent'anni e passa accanto ad Oscar. Il suo imprinting infantile dev'essere stato con lei, la dispotica ma affettuosa figlia del capo. Cosa avrà provato nei suoi sentimenti? Amicizia, sicuramente, ma allora perché non si esprime definendola "La mia migliore amica"? Forse perché la consapevolezza del sentimento di amore verso di lei ingloba da molto presto il sentimento dell'amicizia.
Amicizia, complicità, condivisione tendono a far parte del sentimento d'amore. Forse per questo, dunque, André non sente il bisogno di specificare che Oscar è la sua miglior amica. L'amore lo ingloba e, dunque, forse lo dà per scontato.
Forse.
Siamo tentati a supporre di sì. André viene rappresentato come un personaggio riflessivo che, perlomeno nell'anime, va a mitigare il focoso carattere di Oscar. Meno riflessivo, più verboso certamente, ma ugualmente mitigatore (la scena della carrozza con Oscar che fa letteralmente fuoco e fiamme di fronte all'omicidio di Pierre) anche nel manga, con i suoi pensieri su di lei (belli, peraltro). Eppure non sente il bisogno di affermare una scala di valori nell'amicizia.
Forse è vissuto solo in un giro ristretto e le amicizie latitano.
Forse ha confuso amicizia ed amore ed ecco spiegata la sua più che ventennale super-infatuazione.
E se, invece, una miglior amica l'avesse avuta? Al di là di Oscar?
O un miglior amico (perché siamo sempre portati a suppore che, essendo il miglior amico di Oscar, debba per forza avere un'amica donna e non uomo)?
Agghiacciante scenario. Soprattutto in prossimità di San Valentino.
A noi, non è dato saperlo, anche se immaginiamo (siamo onesti: immaginare non è esattamente il termine giusto, diciamo piuttosto scongiurare) tutti di no.
Tra parentesi: che belle quelle puntate di Capitan Harlock da cui prendo spunto per il titolo. Perché le realizzazioni successive non sono riuscite ad eguagliare quella malinconia, quei personaggi, quelle musiche, quel doppiaggio?
Uno stato di diritto
Eppure viene da domandarsi se esista ancora uno stato di diritto in Italia...
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/appello-liberta-giustizia/tsunami-costituzionale/tsunami-costituzionale.html
Interessanti anche le osservazioni qui riportate sull'uso insistito di una certa terminologia e sull'uso dei media.
http://www.unita.it/news/81331/la_foto_che_manca



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